Visualizzazioni totali

domenica 16 novembre 2014

Ecco la Carta d'identità del Gruppo "Personale della Scuola per la qualità e dignità del lavoro"


Il gruppo ormai si avvicina ai 10mila iscritti. Si sente l'esigenza di espandersi e aprirsi a tutto il personale della scuola, di ruolo e non di ruolo. Per questo motivo cin rinominiamo con "Personale della Scuola per la Qualità e Dignità del Lavoro"

A beneficio di tutti e, in particolar modo, dei nuovi entrati di queste ultime settimane, raccontiamo un po' di storia tracciando sinteticamente l'identità del nostro gruppo la cui descrizione si trova sotto la copertina all'angolo destro della bacheca.
Via via sono entrate nel gruppo le amministratrici Rosita Colasanto e Ilaria dell'Arcobaleno.

Ma chi sono gli amministratori -moderatori attualmente in carica e con quali competenze ?

Fondatore del gruppo: Domenico Ciardulli (Ata ed educatore professionale di 3 fascia)

Per le problematiche docenti:  
Margherita Cossu, Anna Maria Collu, Elisa di Meo, Anna Rosiello, Mary Elia, Ilaria dell'Arcobaleno (docenti)

Per le problematiche amministrative : 
Assistente Amministrativa Manuela Mazzanti
Supporto esterno:  Dsga Michele Candita e Tiziana Rondelli

Per le problematiche dei collaboratori scolastici:
Ata: Marco Strino, Serena Ella e Rosita Colasanto

Per le problematiche legali
Avv. Domenico Naso

Vi sono all'interno del gruppo membri appartenenti alle organizzazioni sindacali: 
Flc Cgil, Uil scuola, Conitp scuola, Anief

Un po' di storia
Il 2 marzo 2013 decollava la pagina facebook "Supplenti della Scuola senza stipendio", uno strumento di informazione e di tutela per tutti i precari della scuola inseriti in contratti di lavoro di supplenza temporanea.
Nei mesi successivi la pagina facebook veniva rafforzata da questo blog e da un gruppo facebook ad impostazione chiusa: "Supplenti della Scuola per la qualità e dignità del lavoro" co-gestito da docenti, collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e un Dsga "ad honorem".
Il gruppo intende superare la diffusa mentalità corporativa presente sui social network, per cui ogni profilo della scuola trova la sua sede naturale e difende i propri interessi esclusivi stando nel gruppo identitario:  docenti nel gruppo docenti, Dsga nel gruppo Dsga, collaboratori scolastici con collaboratori, Ata Amministrativi nel gruppo AA e Presidi nel gruppo Presidi.
L'innovazione del gruppo sta nell'abbattimento di questi steccati corporativi in modo da favorire sia il dialogo e lo scambio di esperienze da diversi punti di vista tra il personale della scuola sia soprattutto una sorta di mutuo aiuto che diventa efficacissimo quando un insegnante può interagire con un amministrativo e quando un amministrativo può interagire con un Dsga o con un altro amministrativo. 
All'inizio la diffidenza era tanta: molti supplenti avevano molti rospi in gola e molti sassolini nella scarpa perchè non venivano pagati da mesi. Alcuni aspettavano stipendi dell'anno precedente, ma non volevano esporsi dichiarando la città e la scuola di appartenenza. Inoltre l'uso dei nomignoli di fantasia restava prevalente proprio per questo motivo.
Ma i primi 4 mesi del 2013 sono stati difficilissimi per la maggior parte dei supplenti temporanei, la pagina facebook "Supplenti della scuola senza stipendio" oggi è arrivata a circa 1946 "mi piace" mentre il gruppo "Supplenti della Scuola per la qualità e dignità del lavoro" è arrivato a 5642 iscritti. 

Ecco il primo articolo del blog che ha coinciso con l'insediamento del Ministro Chiara Carrozza:

Successivamente sono nate le iniziative, la prima idea che ha avuto successo mediatico arrivando sui tavoli sindacali e ministeriali è stata quella di costruire attraverso le testimonianze una black list delle scuole che non pagavano gli stipendi, ecco il relativo articolo: 

A questa iniziativa di pressione sul Ministero e sulle scuole si è aggiunta l'iniziativa forte di scrivere ai giornali da parte di alcune nostre colleghe fiorentine che hanno messo in piazza senza timore la loro situazione: 
http://supplentidellascuola.blogspot.it/2013/08/amaro-ferragosto-per-i-supplenti-della.html

Ma l'iniziativa che rimarrà nella nostra storia e nei nostri cuori è questo video che abbiamo organizzato il 7 gennaio 2014. Esso ha avuto eco sul tg nazionale della Rai costringendo  il Miur e il Mef  a fare subito un'emissione speciale per gli stipendi arretrati.

Ma non è finita qui. Il gruppo è stato capace di elaborare in maniera unitaria un documento da presentare al Governo come proposta emendativa alle Linee Guida del Piano denominato  "La Buona Scuola". Centinaia le condivisioni nelle bacheche, centinaia le mail a organi di stampa e sul sito dedicato del governo con il link che potete leggere qui di seguito:
http://supplentidellascuola.blogspot.it/2014/10/le-nostre-proposte-migliorative-al.html

Successivamente, in sede di discussione del Disegno di Legge in Parlamento il Gruppo ha proposto i propri emendamenti 
http://supplentidellascuola.blogspot.it/2015/05/i-nostri-emendamenti-al-disegno-di.html

Saltando tutte le iniziative che riepilogheremo via via vogliamo testimoniare qui la grande giornata del 20 maggio dove alcuni ATA di questo gruppo sono stati protgonisti. Ecco le immagini

Oggi le adesioni sono quadruplicate e molti docenti e ata che si sono aggiunti richiedono un supporto informativo di base che tanti colleghi hanno raggiunto confrontandosi per mesi sulla pagina e sul gruppo facebook.
Nel gruppo abbiamo ospiti giornaliste della Rai, della carta stampata, di orizzonte scuola e tecnica della Scuola. 
Nel gruppo abbiamo avvocati amici ma soprattutto abbiamo all'esterno uno studio legale disposto gratuitamente a fare, nei casi di gravi ritardi, le ingiunzioni di legge per recuperare tutte le insolvenze stipendiali arretrate comprensive di interessi
Noi invitiamo a leggersi qui: tutti gli articoli di questo blog per poter acquisire una serie di notizie utili e iniziare questo splendido "corso di autoformazione" basato sulle molteplici testimonianze che provengono da ogni parte della penisola e da scuole di ogni ordine e grado e da personale nei più svariati ruoli professionali. 
Abbiamo iniziato a comporre questo MANUALE DEL SUPPLENTE che invitiamo a studiare
Le nostre parole d'ordine sono: "Qualità del servizio", "Dignità del Lavoro", "Tutela dei diritti", "Solidarietà tra i diversi profili", "Scuola Bene Comune" 

Auguriamo una buonissima giornata e lanciamo un "in bocca al lupo" a tutte e tutti i supplenti della Scuola



giovedì 6 novembre 2014

Scuole chiuse: Nota USR Lazio ha sconfessato il Prefetto?


Alla Cortese Attenzione dei capi servizio cronaca di Roma e del Lazio

Nota Stampa del 6 novembre 2014

SCUOLE CHIUSE: IL PREFETTO CENSURI L'UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE DEL LAZIO OPPURE CHIARISCA IL VALORE DELL'ORDINANZA

Prove di "scoordinamento" durante calamità naturali. Se l'allerta rosso si fosse rivelato fondato, con una grave emergenza per le strade di Roma, avremmo forse pagato le conseguenze di un
mancato coordinamento tra Prefettura, Ufficio Scolastico Regionale e Dirigenti scolastici.
Gli annunci ripetuti dei mass media apparivano chiari sulla chiusura delle scuole di ogni ordine e grado.
L'ordinanza del Prefetto appariva chiara sul fatto che non si trattasse di sospensione delle attività didattiche ma di una chiusura degli edifici scolastici per evitare di mettere a rischio l'incolumità di utenti e personale nel tragitto casa-lavoro.
L'appello in video del Sindaco Marino di non spostarsi se non in caso di necessità e la riunione di emergenza del Centro Coordinamento soccorsi (Regione,Comune e Protezione civile) apparivano un'ulteriore conferma sul significato letterale inconfutabile dell'Ordinanza del Prefetto.
Eppure quest'attribuzione di significato all'Ordinanza di un'Autorità superiore del ministero dell'Interno è stata nei fatti messa in discussione da un dirigente dell'Ufficio scolastico regionale che ha pubblicato sul sito nel pomeriggio del 5 novembre una circolare ( leggi il link: MPI AOODRLA prot. N USCITA - 29110)  con l'indicazione ai dirigenti scolastici di far presidiare gli istituti da personale scolastico.
Si è verificato così che qualche istituto, come, ad esempio, l'Istituto Comprensivo "via Donati" di Roma, ha seguito, non l'ordinanza del prefetto, ma la circolare dell' USR e ha chiesto al personale Ata di essere presente in servizio.
Si è verificato anche che numerosi altri dirigenti scolastici abbiano invece completamente ignorato la circolare dell' USR e si siano attenuti all'ordinanza del Prefetto facendo stare a casa anche il personale.

E' pertanto evidente una grave schizofrenia della Pubblica Amministrazione in caso di calamità naturali e conseguenti rischi per la Salute pubblica: Può ogni Ufficio Scolastico Regionale attenersi alla propria soggettiva interpretazione di un'ordinanza del Prefetto emanando circolari contraddittorie e provocando così potenziali danni all'incolumità delle persone?
Per questo motivo,per evitare che di fronte ad eventi calamitosi venga meno il coordinamento doveroso e puntuale degli enti pubblici, chiediamo al Prefetto di Roma di censurare il comportamento dell'Ufficio Scolastico Regionale del Lazio oppure di chiarire il valore e gli effetti dell'ordinanza prefettizia. anche alla luce di quanto è avvenuto nelle altre regioni e città italiane che sono in allarme rosso.


Gruppo fb Supplenti della Scuola per la Qualità e Dignità del Lavoro
fondato nel marzo 2013 - 5509 iscritti tra docenti Ata e Dsga





giovedì 30 ottobre 2014

Le gravidanze delle insegnanti secondo "Il Messaggero". La replica.

Con un articolo di Pietro Piovani, a dir poco scioccante, il quotidiano "Il Messaggero", alle ore 00.03 di giovedì 30 ottobre, fa comparire sulla sua testata online questo titolo:
La Scuola incentiva la natalità. Delle maestre"
All'interno del pezzo, il giornalista si lascia andare ad un'analisi psico-sociologica delle insegnanti fresche di nomina, enunciando un teorema di cui riportiamo due passaggi:
"....Cosa fa una maestra precaria che si trova a lavorare in una scuola dove l’ambiente è ostile? Si fa mettere incinta dal marito, così per qualche mese può starsene a casa, poi l’anno successivo sceglierà un’altra scuola." 
"Le docenti incinte sono solo un sintomo della crisi della scuola italiana. La stabilizzazione dei precari che partirà l’anno prossimo è un primo passo per superare questa crisi."
L'intero articolo lo potete leggere a questo link  "La scuola incentiva la natalità. Delle maestre"

Confidando che il direttore responsabile de "Il Messaggero" voglia dare lo stesso spazio che ha dato all'autore dell'articolo, riportiamo di seguito la replica di Antonella Negro e Maria Calvaresi, due insegnanti facenti parte del "Gruppo facebook:  "Supplenti della Scuola per la Qualità e Dignità del Lavoro" (gruppo composto da 5400 iscritti tra docenti e Ata).

Antonella N.: "In un pomeriggio uggioso ,mi imbatto in un articolo di giornale suggeritomi da un collega. Leggo che le giovani docenti immesse in ruolo, dovendo accettare una cattedra un po' distante dalla loro abitazione , per evitare il viaggio decidono di rimanere incinte , così non dovranno andare a lavorare. Nello stesso modo potrebbero agire le prof meridionali per tornare a casa loro con una cattedra provvisoria. E poi, ciliegina sulla torta :" le docenti incinte sono un sintomo della crisi della scuola italiana" .
Mi scappa da ridere. Non so come mai ma spesso a parlare della scuola italiana è chi nella scuola non ci mette piede da un ventennio. Non mi piacciono le generalizzazioni per cui voglio parlare della mia esperienza personale. A 29 anni, precaria da qualche tempo , mi sposo per formare una famiglia e metto in cantiere il mio primo bambino. Finalmente al terzo mese di gravidanza ho la mia bella convocazione fino alla fine dell'anno, ma con un contratto a progetto finanziato attraverso i fondi europei che ,fortunatamente, la mia regione ha assegnato alle scuole per aiutare i ragazzi in difficoltà. La sede dista una trentina di chilometri dalla mia città , non ho la macchina ma vivo vicino alla stazione e ogni mattina prendo il treno e arrivata al paesello , faccio un chilometro a piedi per arrivare alla scuola. Stessa cosa per il ritorno a casa.
A metà aprile mi dicono che per legge devo lasciare l'incarico perché sono ormai arrivata all'ottavo mese di gravidanza. Mi prende in giro anche la vice preside perché teme partorisca in classe. Io non voglio lasciare : il lavoro è duro ma i ragazzi hanno bisogno di me! Non mi rassegno: vado all'Inps dove mi dicono che per un altro mese posso lavorare con un certificato del mio medico e prendendomi ogni responsabilità. Lo faccio e continuo a prendere il treno. Il 20 maggio sono costretta a lasciare ma ho portato a termine il mio lavoro. Però il mio bel co co.co.pro non ha tutelato la mia maternità in alcun modo: non ho avuto i mesi di astensione precedenti e successivi al parto nè le ore di allattamento del mio bambino fino al compimento del primo anno di vita, perché anche l'anno dopo ho accettato un co co pro.
Benedetto co.co.pro che mi ha fatto lavorare e fare ciò che amo e per cui ho lottato!
Che stupida : avrei potuto aspettare a fare un figlio quando avessi avuto un contratto normale ....sia ben chiaro mettendomi d'accordo con madre natura! In effetti poi sono rimasta incinta quando avevo un contratto normale e tutti i diritti.... Anche in quel caso per lavoro viaggiavo, ma mi sentivo bene. Invece probabilmente non avrei dovuto e quel bimbo l'ho perso. Quanti giorni mi sono assentata da scuola in quella circostanza? 2 il venerdì per l'intervento e il sabato e domenica riposo. Il lunedì ero di nuovo a scuola, almeno non ci avrei pensato.
Decine di colleghe vivono esperienze simili alla mia. Per cui di cosa stiamo parlando? Deve fare scalpore e donne tra i 30 e i quarant'anni mettano al mondo dei figli? E meno male che lo fanno altrimenti gli italiani scomparirebbero dal globo!"
--------------------------------------------
Ecco di seguito la risposta dell'altra insegnante.

Maria C: "Il mio ruolo di educatrice/insegnante mi spinge a rispondere a questa montagna di sciocchezze che lei vuol far passare per articolo di giornale. 
A scuola quando un collega o una collega insegnano ad un discente come produrre un articolo, una delle prime raccomandazioni è la conoscenza dell'argomento di cui si andrà a trattare. Lei ovviamente dovrebbe saperlo, ma qui dimostra totalmente il contrario. La invito ad informarsi della complessità delle questione che invece ha trattato in modo superficiale e diffamante, in oltre se lei stesso non trovasse opportuno seguire il mio consiglio e magari porgere anche delle scuse, devo proprio dirle che ha sbagliato mestiere, e che, a mio avviso, non sono "Le docenti incinte" un sintomo della crisi della scuola italiana, ma i qualunquisti come lei, sintomo della crisi del giornalismo italiano".

P.S. L'insegnante Annalisa Bianchi aggiunge: "Giusto per rispondere al giornalista: ho avuto un contratto annuale di 12 h su SOS. Ho un bimbo di 9 mesi e avrei diritto alle ore di allattamento. Non le ho prese perché togliermi 4 h significherebbe una figura diversa per il bimbo che seguo. Non lo faccio per essere lodata né per soldi ovviamente. Ma mi piacerebbe che si raccontassero anche aspetti diversi della scuola, senza cadere sempre nei soliti luoghi comuni."


Gruppo fb Supplenti della Scuola per la Qualità e Dignità del Lavoro
Fondato a marzo 2013, conta 5.400 iscritti tra docenti, Ata, Dsga

mercoledì 29 ottobre 2014

Sulle visite specialistiche dirigenti scolastici "nel pallone"

Dirigenti scolastici nel pallone con interpretazione e applicazione arbitrariamente discrezionale della circolare n. 2 /2014 del 3 marzo 2014 emanata dal Dipartimento della Funzione Pubblica (a firma del Ministro Gianpiero D'Alia).
Essa equipara le assenze per visite specialistiche dei pubblici dipendenti, non più a stato di malattia, ma a permessi per motivi personali.
Tale Circolare della Funzione Pubblica era stata tradotta all'interno del Ministero della Pubblica Istruzione con la circolare 5181 del 22/04/2014.
A seguito di numerose richieste di chiarimenti provenienti dal comparto Scuola, con Nota ministeriale successiva del 29 maggio 2014, il Capo Dipartimento dell'area Personale del MIUR, dott.ssa Sabrina Bono, specificava che la nuova disciplina delle visite specialistiche non riguarda il personale scolastico ma soltanto i dipendenti dell'Area Ministeri.
Nonostante questa nota di chiarimento del Miur,  molti dirigenti scolastici hanno deciso di attenersi alla Circolare  della Funzione Pubblica generando così in tutto il paese un'abnorme disparità giuridica nell'esercizio del diritto alla Salute.
Giungono dai supplenti del nostro gruppo segnalazioni precise a conferma di una sorta di "Scuole di serie A" e "Scuole di serie B" a causa di un'abusiva discrezionalità con la quale il dirigente scolastico decide autonomamente in che modo disciplinare la visita specialistica: secondo la circolare restrittiva della Funzione Pubblica oppure secondo la Nota chiarificatrice del MIUR del 29 maggio 2014.

Alcuni sindacati rimangono "reticenti" e in difficoltà e aspettano il pronunciamento del TAR oppure l'incontro con l'agenzia ARAN .
Nel frattempo si naviga a vista tra lo zelo di alcuni dirigenti e la prudenza di altri.

Il gruppo Supplenti della Scuola per la Qualità e Dignità del Lavoro ritiene che l'indecorosa applicazione a macchia di leopardo della Circolare della Funzione Pubblica determini, da una parte, una evidente discriminazione tra dipendenti dello stesso Comparto Scuola e, dall'altra, una forte lesione del diritto dei supplenti che non beneficiano, in base al CCNL, di nessun permesso retribuito per motivi personali.
E quindi in caso di visita specialistica sarebbero costretti a rinunciare alla retribuzione con interruzione del servizio.
Chiediamo pertanto alle OOSS, all'agenzia ARAN, al Dipartimento Personale del MIUR di voler esercitare le rispettive prerogative istituzionali perché sia ripristinata chiarezza e omogeneità di trattamento tra le diverse scuole e tra il personale di ruolo e personale precario.

Gruppo Fb Supplenti della Scuola per la Qualità e Dignità del Lavoro
(5400 iscritti tra docenti , Ata e Dsga- Gruppo fondato nel marzo 2013





giovedì 23 ottobre 2014

Il Gruppo Supplenti in "Silenzio Attivo" da domenica sera per 24 ore

Dalle ore 23 di domenica 26 ottobre alle ore 23 di lunedì 27 ottobre il gruppo facebook "Supplenti della Scuola per la Qualità e Dignità del Lavoro osserverà 24 ore di "silenzio attivo".

Per l'intera giornata di lunedì non potranno essere pubblicati automaticamente nuovi post al fine di dedicare e concentrare le nostre energie sulla diffusione capillare del documento di proposta al Governo su "La Buona Scuola" (chi non l'abbia già fatto può condividerlo sulla propria bacheca e sui forum a cui è iscritto copiando e incollando il seguente link: http://supplentidellascuola.blogspot.it/2014/10/le-nostre-proposte-migliorative-al.html )
Le linee guida esposte dal governo e aperte alla consultazione popolare tramite il sito https://labuonascuola.gov.it  riguardano l'intero mondo della Scuola e, in particolare, tutti i supplenti della penisola di ogni profilo professionale e di ogni fascia.

E' impensabile che il "gruppo supplenti" non accolga l'invito a presentare osservazioni al Piano di Riforma della Scuola che influirà in maniera molto significativa sul futuro di tutti noi.
Per questo motivo chiediamo a tutti i 5300 iscritti di astenersi per 24 ore dall'inserire post e commenti sulla
bacheca del gruppo e di entrare così nella giornata del "Silenzio attivo", impiegare cioè quel tempo solo e soltanto alla diffusione del nostro documento di osservazioni su "La Buona Scuola".
Saranno graditi invece i commenti sotto questo articolo del blog con la descrizione di quanto si è riusciti a fare, su quali piattaforme è stato postato il link del documento dei supplenti, a quali testate giornalistiche è stato inviato via email, a quali amici cronisti lo si è proposto e via dicendo.
Ricordiamo che si possono inviare email con il link ad ogni indirizzo giornalistico che trovate in rete, ad ogni programma televisivo, sulle bacheche di parlamentari e politici, ai sindaci, ai presidenti di Regione, al proprio sindacato, ai propri amici facebook e ai colleghi conosciuti durante le supplenze.
Inoltre, andando su questa pagina web  https://labuonascuola.gov.it/commento-rapido/nuovo si può inserire, dopo aver scritto il proprio nome e cognome, come commento breve questa dicitura : "In qualità di...(docente ata itp) intendo esprimere le mie osservazioni al piano di riforma attraverso questo documento linkato di seguito:  http://supplentidellascuola.blogspot.it/2014/10/le-nostre-proposte-migliorative-al.html  "  (potete anche copiare e incollare da qui, se volete)

Il momento è veramente importante. Siamo certi che tutti capiranno lo spirito di questa iniziativa.
Essa mira a far diventare il gruppo facebook dei supplenti un soggetto attivo di proposta e che sa unire la solidarietà, il mutuo aiuto, l'autoformazione e crescita personale nell'affrontare i problemi quotidiani del precariato, con la sinergia collettiva tesa a migliorare il proprio modo di abitare il mondo della Scuola.

Auguriamo a tutte e tutti fin d'ora un buonissimo e proficuo "Silenzio ATTIVO"
(dalle ore 23 di domenica 26 ottobre alle ore 23 di lunedì 27 ottobre)

mercoledì 22 ottobre 2014

Ecco "La Buona Scuola" vista dai supplenti autorganizzati

Un documento dettagliato dei 5400 supplenti autorganizzati in un gruppo facebook, contiene i punti importanti che sembra siano stati completamente ignorati nel Piano "La Buona Scuola" del Governo. Un Piano che, fino al 15 novembre, è sottoposto alla consultazione popolare tramite il sito: https://buonascuola.gov.it

Il gruppo "Supplenti della scuola per la qualità e dignità del lavoro", composto da circa 5400 iscritti,  ha accolto l'invito del Governo ed ha voluto partecipare alla consultazione con la presentazione della propria proposta migliorativa, frutto dei contributi e delle idee di migliaia di docenti, assistenti amministrativi, ITP e collaboratori scolastici.
Il documento è stato diffuso tramite questo blog in data 21 ottobre 2014. Dopo 24 ore è stato pubblicato ed è leggibile sulle seguenti testate online (cliccate sopra per leggere):

Orizzonte Scuola           Aetnanet           Reset Italia

E' presente sulle bacheche di numerosi gruppi facebook dedicati al mondo della Scuola.
Invitiamo tutti i lettori di questo blog, tutti gli iscritti al gruppo a mobilitarsi per diffonderlo ad ampio raggio.  
Invitiamo tutte le organizzazioni sindacali ad esaminarlo e, nel caso di convergenza, a farlo proprio in tutto o in parte.
Invitiamo i membri delle commissioni parlamentari "Istruzione" di Camera e Senato a leggerlo con attenzione in vista del futuro eventuale passaggio in Aula del Piano di Riforma della Scuola.

Supplenti della Scuola per la Qualità e Dignità del Lavoro
Gruppo fb fondato nel marzo 2013, composto da docenti delle scuole di ogni ordine e grado, da assistenti amministrativi, collaboratori scolastici, alcuni Dsga e dirigenti scolastici

sabato 18 ottobre 2014

Le nostre proposte migliorative al Piano "La Buona Scuola"

Il documento che segue è frutto del lavoro del gruppo facebook "Supplenti della Scuola per la Qualità e Dignità del Lavoro" e viene proposto pubblicamente sia al Governo, nell'ambito della consultazione sul piano di riforma della Scuola, sia a tutte le organizzazioni sindacali e a tutti i parlamentari che voteranno nelle commissioni e in aula il testo finale. 

Le linee guida presentate dal Presidente del Consiglio, con il titolo “La Buona Scuola” si presentano come uno studio attento e approfondito sull'attuale situazione della scuola italiana.
Numeri, grafici e tabelle, infatti, appaiono come il preludio di una riforma non calata dall’alto dalla realtà politica, realtà aliena rispetto a quella scolastica, ma al contrario una riforma che, forse per la prima volta da molti anni, cerca di entrare nelle scuole cercando di coglierne l’essenza.
Scorrendo le pagine certo l’impressione che se né trae è ottima; impegno, dedizione, passione e soprattutto voglia di cambiare in meglio questa nostra scuola facendone un punto di partenza per un futuro migliore sembrano essere i sentimenti che animano i riformatori…
DOCENTI PRECARI
Nota senz'altro positiva è il progetto di esaurimento delle GAE attraverso l’attribuzione di incarichi a Tempo Indeterminato a tutti gli aspiranti ivi inseriti, incarichi a tempo indeterminato sia su cattedre vacanti, sia su cattedre non vacanti. 
Per quel che riguarda l’eventuale passaggio in ruolo in provincia o addirittura regione diverse da quella di residenza, molti membri del gruppo hanno espresso perplessità dovute a problemi personali derivanti dal fatto di avere famiglia e scarse possibilità economiche, ma la maggior parte ha affermato di avere già le valigie pronte per un eventuale trasferimento. 
Si vorrebbe pertanto proporre di dare la possibilità ai docenti interessati di esprimere delle preferenze di sede. 
Inoltre sarebbe opportuno dare priorità nella scelta sia a chi già lavora lontano dalla sua città di provenienza, che vorrebbe evitare di trasferirsi nuovamente ed avere la possibilità di rimanere nella provincia in cui lavora attualmente, sia agli insegnanti che hanno figli minori.
Quanto più avanti si va nella lettura, tanto più convinti si è della genuina bontà e della semplice freschezza di queste idee, tanto da arrivare a chiedersi come sia possibile che nessuno ci abbia mai pensato prima; tutto bene, dunque, fin quando si arriva a pagina 25.
I colori e la grafica ingannano l’occhio di chi legge, l’aria informale e allegra assimilabile a quella di un menù è completamente diversa da quella delle pagine bianche piene di fitti caratteri neri, cosi austeri, cosi solenni.
Tutto ciò non deve ingannarci poiché tra le righe della “riforma” si trova scritto il destino di molti insegnanti che da anni ormai lavorano nella scuola italiana con passione e dedizione; si tratta di tutti i docenti attualmente inseriti nelle seconde fasce della graduatorie d’istituto.
La pagina 25 del “La buona scuola” infatti reca scritto “bianco su sfondo azzurro” che tutta questa categoria di docenti, che conta più di 130.000 presenze, con una previsione di crescita di circa 30.000 unità,  sarà utilizzata per le “poche” supplenze brevi che non riusciranno ad essere coperte dal personale in ruolo.
Come può una riforma denominata “La buona scuola” non tenere conto di una categoria di lavoratori che può  vantare  oltre ad un titolo abilitante, anni e anni di servizio prestato?
Considerato che l’attuale sistema di reclutamento degli insegnanti pare far acqua da tutte le parti, insieme a quello di formazione  si rende necessaria una riforma che miri prima al reclutamento a T.I. di “TUTTI“ i precari della scuola e, soltanto in un secondo momento, all’istituzione di nuovi percorsi di formazione e quindi di reclutamento nella speranza che non ci trovi più di fronte all’attuale situazione.
Essendo ormai la chiusura delle GAE un fatto assodato, sarebbe auspicabile la trasformazione delle attuali graduatorie di seconda fascia in fasce aggiuntive alle GAE, utilizzabili in tal modo sia per l’attribuzione di incarichi a TD, sia laddove ve ne sia la possibilità per l’attribuzione di incarichi a TI.
Non vogliamo però trascurare neanche i colleghi della terza fascia delle graduatorie d’istituto, per i quali devono essere previsti dei percorsi abilitanti, e che non devono assolutamente essere “cancellati” come insegnanti.
Occorre sanare, a nostro avviso, la grave situazione di tanti docenti precari che sono stati illusi ed "invitati" a sostenere corsi universitari di formazione (PAS - TFA) con costi elevatissimi. Corsi che, senza un adeguato intervento di riforma, non servirebbero a nulla. 
L’attuale TFA come percorso abilitante mostra alcuni punti critici, sia economici che logistici, considerato sia l’attuale costo che pare elevato, sia che non in tutte le province sono attivati questi corsi. 
Bisognerebbe snellire la procedura per l'accesso al TFA, rendendolo più accessibile a tutte quelle persone che desiderano diventare insegnanti o a chi già insegna da anni ma non ha l'abilitazione. 
Non ha molto senso istituire un concorso con un test preselettivo, prova scritta e prova orale, per accedere ad un corso al termine del quale dovrai sostenere un altro ennesimo esame finale; e tutto ciò non rappresenterebbe nemmeno il traguardo per chi aspira al ruolo (inteso come stabilità del lavoro) poiché l'attuale normativa prevede un ulteriore concorso dove ti ritroveresti a sottoporti ancora a prove scritte e orali, tra l'altro sugli stessi programmi richiesti per l'accesso al TFA. 
Per quanto concerne l’organizzazione scolastica, sarebbe opportuno diminuire il numero degli alunni per classe: in classi troppo numerose, viene penalizzata in primo luogo la didattica, e quindi anche eventuali personalizzazioni dei programmi per alunni in difficoltà. 
Si propone di tornare a classi composte da 15/20 alunni. 
Cosa auspicabile, sarebbe anche la revisione dei programmi scolastici, in particolare per alcune discipline come, ad esempio, storia nella scuola primaria o geografia in alcuni indirizzi delle scuole secondarie di secondo grado.
Viene evidenziata anche la possibilità che la presenza di reti wifi nelle scuole, e quindi la continua esposizione ad esse per personale scolastico ed alunni, dia origine a problemi di salute, i minori dei quali potrebbero essere emicrania e senso di vertigini. Meglio sarebbe dotare tutte le aule di connessioni ADSL via cavo.
Su una cosa ci troviamo d’accordo con le dichiarate finalità del Piano di Riforma "La buona scuola":  mai più precari nella scuola! Ma questo dovrà avvenire tramite la graduale assunzione di tutti i docenti e gli A.T.A. presenti attualmente nelle varie graduatorie, non attraverso l'abolizione delle graduatorie stesse e conseguente aumento dei disoccupati del settore scuola.

ATA (COLLABORATORI SCOLASTICI)
Per quanto riguarda i collaboratori scolastici, abbiamo notato una stranissima omissione del riferimento a quel personale scolastico che svolge servizi indispensabili di sorveglianza, portierato, centralino e contatto con il pubblico, collaborazione alla didattica,  pulizia e ripristino degli ambienti, accoglienza degli alunni e supporto agli alunni svantaggiati. 
Inoltre si segnala che nelle scuole dell’infanzia e primaria i collaboratori devono spesso occuparsi dell’igiene personale dei bambini, compiti per i quali non sono formati e non vengono adeguatamente retribuiti.
L’esperienza con le imprese di pulizie ad occuparsi delle scuole non si è rivelata ben riuscita
Sarebbe auspicabile un aumento del numero dei collaboratori scolastici evitando di ampliare gli appalti  esterni per le pulizie degli edifici scolastici.  
Non è accettabile che nei corridoi della scuola primaria dove,  in due ale separate, ci sono fino a 16-17 classi, possa esserci di turno un solo collaboratore scolastico. Anzi, non è concepibile che un solo collaboratore scolastico possa trovarsi di sera da solo a fare le pulizie all'interno dei locali scolastici.
In generale, va posta l'attenzione su tutto ciò che è rimasto inapplicato del Testo Unico per la Sicurezza (81/08) e sulla mancata formazione e aggiornamento del personale. 

ATA (ASSISTENTI AMMINISTRATIVI) 
Poco si dice inoltre del personale di segreteria, i cosiddetti AA (Assistenti Amministrativi) che in moltissimi casi non riescono a far fronte all'enorme carico di lavoro a causa dell'inadeguatezza numerica in pianta organica. A ciò si aggiunge il mancato coordinamento e l'inadeguatezza dei sistemi informatici incrociati tra Miur, Mef, Inps e centri per l'Impiego. 
Sistemi e piattaforme che andrebbero adeguate urgentemente visti i frequenti gravi disservizi che si creano a causa del malfunzionamento causando danni e disagi a carico del personale amministrato e degli utenti. 
Non dovrebbe succedere che nelle segreterie ogni assistente amministrativo sia deputato a più compiti fissi, senza che venga prevista una sostituzione adeguata in caso di assenza. 
Il personale amministrativo è attualmente ridotto al minimo, e spesso le scuole sono in difficoltà proprio per questa carenza. 
Considerando quanto sopra, si chiede che nel piano di riforma sia restituita al personale ATA, collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici,  la giusta considerazione e valorizzazione attraverso la possibilità di incentivi, riconoscimenti di merito e passaggi di profilo, legati alle competenze e attività svolte. Occorre soprattutto, a nostro avviso, una revisione dettagliata e capillare dell’organico in essere, con aumento delle immissioni in ruolo teso ad un migliore funzionamento delle istituzioni scolastiche.

INSEGNANTE TECNICO PRATICO (ITP).
Così come per gli ATA, nel programma “La Buona Scuola” non ci sono riferimenti agli ITP.
Visto che gli ITP sono docenti come tutti gli altri docenti teorici allora perché escluderli dai TFA e dai PAS?
Inoltre si ritiene equo far rientrare nel concorsone del 2015 anche chi ha fatto supplenze pari ad un anno scolastico, ovvero a coloro che sono entrati in qualche modo a far parte in maniera sostanziale del mondo della scuola;
- Optare, così come è stato fatto per i diplomi magistrali, a rendere abilitati le classi di concorso relativi ai laboratori, in quanto i docenti appartenenti a tale categoria possono vantare tante ore di laboratorio alle spalle. 
Se il laboratorio è il futuro, il cosiddetto futuro del saper fare, e che quindi sin dalle elementari saranno attivate ore di Laboratorio allora perché non ridurre il precariato con l’inserimento di docenti ITP sin dalle elementari e/o medie?
In questo modo si farebbe fronte al problema degli esuberi legate alle classi di concorso degli ITP, molti docenti non si vedrebbero costretti di emigrare al nord, nascerebbero più posti di lavoro, più opportunità e più possibilità. 

Gruppo Facebook 
Supplenti della Scuola per la qualità e dignità del lavoro

Il Gruppo è stato fondato nel marzo 2013
Conta oggi 5300 iscritti tra cui docenti delle scuole di ogni ordine e grado, collaboratori scolastici, assistenti amministrativi, tecnici, alcuni Dsga e dirigenti scolastici