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venerdì 6 dicembre 2013

Una società sciapa e infelice in cerca di connettività... 47° Rapporto Censis 2013

Le "Considerazioni generali» sulla situazione sociale del Paese"


Roma, 6 dicembre 2013 - Una sospensione da «reinfetazione». Oggi la società ha bisogno e voglia di tornare a respirare per reagire a due fattori che hanno caratterizzato l'anno. Il primo fattore è lo stato di sospensione da «reinfetazione» dei soggetti politici, delle associazioni di rappresentanza, delle forze sociali nelle responsabilità del Presidente della Repubblica. Ma la reinfetazione, in nome del valore della stabilità, riduce la liberazione delle energie vitali e implica il sottrarsi alle proprie responsabilità dei soggetti che, a diverso titolo e con differenti funzioni, dovrebbero concorrere allo sviluppo, che è sempre un processo di molti. Il secondo fattore è la scelta implicita e ambigua di «drammatizzare la crisi per gestire la crisi» da parte della classe dirigente, che tende a ricercare la sua legittimazione nell'impegno a dare stabilità al sistema partendo da annunci drammatici, decreti salvifici e complicate manovre. Nel progressivo vuoto di classe politica e di leadership collettiva, i soggetti della vita quotidiana rischiano di restare in una condizione di incertezza senza prospettive di élite.

Il crollo non c'è. Il crollo atteso da molti non c'è stato. Negli anni della crisi abbiamo avuto il dominio di un solo processo, che ha impegnato ogni soggetto economico e sociale: la sopravvivenza. C'è stata la reazione di adattamento continuato (spesso il puro galleggiamento) delle imprese e delle famiglie. Abbiamo fatto tesoro di ciò che restava nella cultura collettiva dei valori acquisiti nello sviluppo passato (lo «scheletro contadino», l'imprenditorialità artigiana, l'internazionalizzazione su base mercantile), abbiamo fatto conto sulla capacità collettiva di riorientare i propri comportamenti (misura, sobrietà, autocontrollo), abbiamo sviluppato la propensione a riposizionare gli interessi (nelle strategie aziendali come in quelle familiari).

Una società sciapa e infelice. Quale realtà sociale abbiamo di fronte dopo la sopravvivenza? Oggi siamo una società più «sciapa»: senza fermento, circola troppa accidia, furbizia generalizzata, disabitudine al lavoro, immoralismo diffuso, crescente evasione fiscale, disinteresse per le tematiche di governo del sistema, passiva accettazione della impressiva comunicazione di massa. E siamo «malcontenti», quasi infelici, perché viviamo un grande, inatteso ampliamento delle diseguaglianze sociali. Si è rotto il «grande lago della cetomedizzazione», storico perno della agiatezza e della coesione sociale. Troppa gente non cresce, ma declina nella scala sociale. Da ciò nasce uno scontento rancoroso, che non viene da motivi identitari, ma dalla crisi delle precedenti collocazioni sociali di individui e ceti.

Dov'è oggi il «sale alchemico»? Quel fervore che ha fatto da «sale alchemico» ai tanti mondi vitali che hanno operato come motori dello sviluppo degli ultimi decenni si intravede, tuttavia, nella lenta emersione di processi e soggetti di sviluppo che consentirebbero di andare oltre la sopravvivenza. Si registra una sempre più attiva responsabilità imprenditoriale femminile (nell'agroalimentare, nel turismo, nel terziario di relazione), l'iniziativa degli stranieri, la presa in carico di impulsi imprenditoriali da parte del territorio, la dinamicità delle centinaia di migliaia di italiani che studiano e/o lavorano all'estero (sono più di un milione le famiglie che hanno almeno un proprio componente in tale condizione) e che possono contribuire al formarsi di una Italia attiva nella grande platea della globalizzazione.

Nuove energie e responsabilità in due ambiti: revisione del welfare e economia digitale. Ci sono poi due grandi ambiti che consentirebbero l'apertura di nuovi spazi imprenditoriali e di nuove occasioni occupazionali. Il primo è il processo di radicale revisione del welfare: crescono il welfare privato (il ricorso alla spesa «di tasca propria» e/o alla copertura assicurativa), il welfare comunitario (attraverso la spesa degli enti locali, il volontariato, la socializzazione delle singole realtà del territorio), il welfare aziendale, il welfare associativo (con il ritorno a logiche mutualistiche e la responsabilizzazione delle associazioni di categoria). Il secondo ambito è quello della economia digitale: dalle reti infrastrutturali di nuova generazione al commercio elettronico, dalla elaborazione intelligente di grandi masse di dati agli applicativi basati sulla localizzazione geografica, dallo sviluppo degli strumenti digitali ai servizi innovativi di comunicazione, alla crescita massiccia di giovani «artigiani digitali».

In cerca di connettività. Il filo rosso che può fare da nuovo motore dello sviluppo è la connettività (non banalmente la connessione tecnica) fra i soggetti coinvolti in questi processi. È vero che restiamo una società caratterizzata da individualismo, egoismo particolaristico, resistenza a mettere insieme esistenze e obiettivi, gusto per la contrapposizione emotiva, scarsa immedesimazione nell'interesse collettivo e nelle istituzioni. Eppure la crisi antropologica prodotta da queste propensioni sembra aver raggiunto il suo apice ed è destinata a un progressivo superamento. Oggi le istituzioni non possono fare connettività, perché sono autoreferenziali, avvitate su se stesse, condizionate dagli interessi delle categorie, avulse dalle dinamiche che dovrebbero regolare, pericolosamente politicizzate, con il conseguente declino della terzietà necessaria per gestire la dimensione intermedia fra potere e popolo. E la connettività non può lievitare nemmeno nella dimensione politica, che è più propensa all'enfasi della mobilitazione che al paziente lavoro di discernimento e mediazione necessario per fare connettività, scivolando di conseguenza verso l'antagonismo, la personalizzazione del potere, la vocazione maggioritaria, la strumentalizzazione delle istituzioni, la prigionia decisionale in logiche semplificate e rigide (dalla selva dei decreti legge all'uso continuato dei voti di fiducia). Se istituzioni e politica non sembrano in grado di valorizzarla, la spinta alla connettività sarà in orizzontale, nei vari sottosistemi della vita collettiva. A riprova del fatto che questa società, se lasciata al suo respiro più spontaneo, produce frutti più positivi di quanto si pensi. Sarebbe cosa buona e giusta fargli «tirar fuori il fiato». (Comunicato stampa del Censis)

lunedì 2 dicembre 2013

Scuola e prospettive di riforma, cosa bolle in pentola?

In Germania il ciclo dei tre gradi di scuola si è accorciato da 13 a 12 anni. In sostanza medie più liceo sono stati ridotti da 9 a 8 anni.
In Francia la sula dell'obbligo dura 11 anni ( 5 di elementari, 4 di medie, 2 di liceo).
Chi vuole fare l'Università deve fare un anno in più di liceo e superare un esame di maturità.
In Inghilterra cominciano un anno prima, cioè a 5 anni, ma le loro scuole elementari (lower school) durano un anno in più (6 anni).
A 11 anni passano alla upper school, divisa in 3 anni di scuola media e due di liceo, alla fine dei quali  c'è un esame che conclude la scuola del'obbligo (a 16 anni) Seguono due anni di specializzazione pre-universitaria dove si studiano solo 3-4 materie, e che si concludono a 18 anni. Infine
U.S.A: 12 anni di scuola dell'obbligo divisi tra elementari (5), medie (3) e liceo (4) ma l'ordinamento federale è molto poco vincolante.

QUALI RIFORME IN ITALIA?
Da tempo si parla di riforma del ciclo di studi e di eventuale riduzione di un anno di elementari o di liceo.
Riportiamo di seguito due posizioni: quella del rettore Alberto De Toni e di Raffaele Mantegazza, docente di Pedagogia generale e sociale alla Bicocca

De Toni: Se si arrivasse a ridurre il liceo a 4 anni gli insegnanti in esubero potrebbero utilmente essere chiamati a insegnare negli Its, gli Istituti tecnici superiori ad alta specializzazione tecnologica, creati con la riforma Gelmini e partiti tra gli stenti (formano non più di 5mila studenti) e senza fondi, che invece avrebbero bisogno di moltiplicare i posti per i ragazzi.

Mantegazza: "Manca una scuola della preadolescenza che che aiuti i teenager a elaborare il periodo dagli 11-12 anni ai 15-16 anni. Caricare su un tredicenne (e sui suoi genitori) il peso della scelta del proprio destino è sbagliato: come si fa, a quell'età, a scegliere il liceo coreutico o sportivo?" L'idea è dunque quella di un primo ciclo di cinque o sei anni, poi quattro anni di media unica con latino per tutti "perchè aiuta a ragionare e  imparare l'italiano" Infine i tre anni di superiori: "Penso ad un modello flessibile in cui si fanno delle ore di scuola, degli stage in azienda, magari anche un mese all'estero e si comincia anche a frequentare l'università"
(Fonte Gianna Fregonara e Orsola Riva, Corriere della Sera)
Elaborazione e sintesi a cura di
Gruppo Supplenti della Scuola per la qualità e dignità del Lavoro

lunedì 18 novembre 2013

La vergogna degli stipendi mancati ai supplenti viaggia oggi sulla carta stampata

Oggi 11 novembre, il nostro gruppo facebook e la battaglia dei supplenti che non ricevono regolarmente lo stipendio sono stati menzionati sul quotidiano a tiratura nazionale "LEGGO".
La giornalista Lorena Loiacono ha descritto la gravità della situazione: 

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LA VERGOGNA DELLE SUPPLENZE BREVI: GLI INSEGNANTI NON RICEVONO LO STIPENDIO

Oltre al danno, la beffa. Non solo lavorano da anni su convocazione dell'ultimo minuto, coprendo cattedre vuote per supplenze brevi, ma restano anche senza stipendio da mesi.
Se non addirittura da anni. Accade a Roma così come a Torino, Verona, Milano e Napoli.
Ovunque, a macchia di leopardo. Perché le supplenze brevi vengono retribuite direttamente dalle singole scuole e quindi dipendono dalla disponibilità economica del momento, spesso pari
a zero o giù di lì. E allora ecco che «continuano le segnalazioni – denuncia la Flc Cgil - di fondi non sufficienti per i supplenti, nonostante l'annunciata emissione speciale per il 15 novembre per pagare gli arretrati ».
E allora, per dar voce al disagio dilagante, su facebook è nato il gruppo “Supplenti della Scuola per la qualità e dignità del lavoro”. C'è Lorenzo da Bologna che deve ancora percepire lo stipendio di maggio e giugno scorsi, Manuela della provincia di Nuoro senza retribuzioni di luglio e agosto, Paolo da Napoli senza maggio e Francesca di Cosenza senza giugno. Dalla provincia di Brescia mancano gli arretrati di settembre, da quella di Bergamo sono saltati maggio e giugno e d quella di Torino manca ancora parte dello stipendio di novembre 2012. Stessa situazione accaduta a Ladispoli, in provincia di Roma, dove l'allarme parla addirittura di mancati pagamenti di settembre, ottobre e novembre 2012.
Un problema annoso, ancora più critico quest'anno per motivi tecnici del portale del Miur: la Flc Cgil parla infatti di «indisponibilità all'accesso del portale NoiPa per le retribuzioni e   al funzionamento del sistema che talvolta non permette l'autorizzazione al pagamento ». Ma dal gruppo Noi Dsga delle segreterie, in risposta a una  sindacalista Cisl che gli attribuiva la responsabilità di non inserire tempestivamente i dati, spiegano: «I soldi vengono erogati dal ministero in ritardo o non ci vengono erogati affatto». 
INTERVISTA CGIL«Dal Miur fondi col contagocce» 
Perché le scuole non pagano gli stipendi ai supplenti? «Perché i soldi dal Miur arrivano con il contagocce. Non è possibile neanche fare una stima di quanti ad oggi, sono senza stipendi da mesi: dipende dalla condizione delle singole scuole».
Come si risolve questo problema? «E' necessario che anche la retribuzione dei supplenti venga erogata dal Tesoro, come accade per i docenti di ruolo. Altrimenti i soldi si intrecciano con le altre risorse. E poi a subirne le conseguenze sono i precari, come sempre».
Intanto che si può fare?
«Chiedere il pagamento immediato delle retribuzioni, affronteremo questo tema al prossimo tavolo sulle questioni retributive del 21 novembre prossimo al Miur».
(Lorena Loiacono)

mercoledì 13 novembre 2013

Ritardi degli stipendi a supplenti: I Dsga replicano alla sindacalista della Cisl

Nel resoconto dell'assemblea del 12 novembre a Roma, fatto su questo blog e ripreso in parte da Orizzonte Scuola, sono state riportate le dichiarazioni di una rappresentante del sindacato Cisl, la quale ha attribuito alle segreterie scolastiche la responsabilità del ritardo degli stipendi ai supplenti.
I direttori amministrativi autorganizzati nel gruppo facebook "Noi Dsga" sono indignati per le affermazioni della sindacalista e stanno riflettendo su come organizzare una protesta.
Citiamo alcuni passaggi significativi dal loro gruppo. Anche in questo caso, riteniamo sia doveroso e giusto dare voce alla loro posizione.
Siamo ben consapevoli, come supplenti, che le gravi disfunzioni del sistema del "cedolino unico" partono dal livello politico e dall'alta dirigenza ministeriale. Ci auguriamo che sempre più i Dsga ed il personale di ruolo della Scuola possano unirsi ai supplenti. Possano cioè sentire come ferita aperta comune  la lesione dei diritti costituzionali di coloro che non hanno forza contrattuale e rappresentanza (insegnanti, collaboratori scolastici e assistenti amministrativi delle varie graduatorie di precariato).
Ricordiamo in proposito che molti ancora devono ricevere stipendi del passato anno scolastico e molti non hanno prospettive certe sullo stipendio di settembre, ottobre e novembre 2013.

Ecco alcuni passaggi che esprimono la legittima indignazione dei DSGA:

Alessandro:
propongo agli amministratori del gruppo di chiedere a quel blog di pubblicare una nostra lettera aperta di risposta: "Spettabile Rosetta Mazziotta, siamo operatori che lavorano nelle segreterie di decine di scuole sparse in tutta Italia, e possiamo dimostrarle, dati alla mano, che abbiamo sempre provveduto ad inserire e perfezionare i contratti dei supplenti brevi piú che tempestivamente, rispettando tutti i tempi e le istruzioni ricevute dal ministero. Ció nonostante, i fondi necessari al pagamento delle supplenze non ci vengono erogati affatto o vengono erogati con enorme ritardo dal ministero, oppure sono spesso insufficienti. Esigiamo pertanto che lei pubblichi urgentemente una smentita delle sue gravi affermazioni, evidentemente nate dall'ignoranza e dalla disinformazione sulla realtà delle supplenze brevi, e si scusi con il personale di segreteria delle scuole, incolpevolmente costretto a subire le lamentele dei supplenti lasciati privi di stipendio dal ministero e non certo dalla scuola".

Filomena:
Supplenti di maggio e giugno che saranno pagati a dicembre: ho sempre cercato di spiegare, meglio che potevo, una situazione assurda e i docenti sono stati molto pazienti e comprensivi: lo Stato che ci dovrebbe ringraziare ci dimensiona, ci utilizza, ci seppellisce di adempimenti...

Antonello:
"Sarebbe bello una sorta di protesta di questo tipo: spedire alla sede sindacale della sig.ra Rosetta, tutte le stampe di indisponibilità del SIDI o del SICOGE, a mano a mano che si prova e si riprova, con due righe accompagnatorie dove si evidenza la non responsabilità dell'Istituzione Scolastica in merito ai pagamenti degli stipendi e con preghiera di pubblicazione nell'albo del loro sindacato. Come una sorta di MIGLIAIA di lettere aperte da pubblicare. E, per conoscenza, ai docenti dell'Istituzione Scolastica.

Michele:
bella roba, questo dà per l'ennesima volta la misura di quanto i sindacati siano tali e quali al Miur, ossia avulsi e distaccati dalla realtà operativa del concreto e giornaliero lavoro nelle Segreterie delle scuole, le uniche che hanno veramente il "polso" della situazione ma che nessuno interpella mai

Meriterebbero attenzione tutti gli altri commenti ma ci fermiamo qui. Speriamo che il tavolo tecnico, ministeriale previsto nei prossimi giorni sul sistema di pagamento ai supplenti, dica una parola chiara e definitiva sulla soluzione del problema.
Altrettanto speriamo che la solidarietà e l'unione tra chi opera nel mondo della Scuola a qualsiasi titolo e in qualsiasi profilo sia sempre più concreta, depurata da particolarismi corporativi.

Gruppo facebook "Supplenti della Scuola per la Qualità e Dignità del Lavoro"
 (1100 iscritti tra assistenti amministrativi docenti collaboratori  scolastici di ogni parte d'Italia) 

martedì 12 novembre 2013

Ritardi degli stipendi ai supplenti: Cgil, Cisl e Uil divisi sulle cause

In premessa facciamo un breve report dell'Assemblea sindacale unitaria tenuta a Roma da FlcCgil, UilScuola e Cisl Scuola. L'assemblea si sarebbe dovuta tenere presso l'Itis Galilei che proprio allora veniva occupato dagli studenti.
Per questo motivo si è deciso di spostare il luogo dell'incontro al vicino Istituto Newton di via Manzoni.
La partecipazione è stata massiccia. All'ordine del giorno c'era la mobilitazione unitaria nelle scuole, con lo sciopero previsto per domani di un'ora all'inizio delle lezioni, e nelle piazze con due manifestazioni della Scuola e del Pubblico Impiego. Una si svolgerà domani mattina e la prossima sabato 30 novembre.
I sindacati contestano la legge di stabilità 2014 del Governo Letta che introduce una pesante penalizzazione a danno del personale della Scuola con il blocco dei contratti, degli scatti di anzianità e dell'indennità di vacanza contrattuale. Inoltre la piattaforma unitaria dei sindacati confederali rivendica un piano pluriennale di investimenti con la stabilizzazione del personale su tutti i posti disponibili e vacanti e le assunzioni programmate nel triennio.
E' una grossa novità la ritrovata convergenza dei 3 sindacati nell'opposizione al Governo il quale, secondo
Occupazione Itis Galilei 12 novembre ore 8.30
le stesse organizzazioni sindacali, vorrebbe un rinnovo contrattuale della Scuola soltanto per gli aspetti normativi e non per quelli economici. Nel corso dell'assemblea vi sono stati vari interventi critici nei confronti delle Organizzazioni sindacali sia da parte di docenti di ruolo, sia da parte di precari storici. Oggetto delle critiche erano le modalità dello sciopero, le "sconfitte" sindacali sulle questioni salariali e sulle assunzioni.
Inoltre un gruppo autoorganizzato del Coordinamento Scuole di Roma, interno alla Cgil, ha contestato la conduzione dell'assemblea chiedendo di poter mettere ai voti una mozione di indirizzo. Tra i punti sollevati dai contestatori anche l'abolizione del finanziamento alle scuole private.

SUI RITARDI DI PAGAMENTO A DANNO DEI SUPPLENTI
Fatta questo sintetico report, vogliamo informare tutti i supplenti su come hanno risposto alla nostra domanda i tre rappresentati sindacali: Massimo Albisetti della UilScuola, Rosetta Mazziotta della CislScuola e Walter Conte della FlcCgil.
Dobbiamo, per completezza di cronaca, aggiungere che avremmo voluto registrare in video le risposte e mandarle su youtube a disposizione di tutti voi, ma nessuno dei tre sindacalisti ci ha permesso di fare la ripresa audiovideo.
E' per noi incomprensibile un fatto del genere.
Forse qualcosa si potrebbe capire da come hanno risposto?

Abbiamo chiesto di chi sarebbe, secondo i sindacati, la responsabilità dei continui ritardi nell'erogazione degli stipendi ai supplenti: 

Rosetta Mazziotta della Cisl Scuola ha risposto con molta nettezza: "i ritardi sarebbero interamente imputabili alle segreterie delle Scuole che non riescono ad inserire i contratti di lavoro dei supplenti e trasmetterli entro il 5 del mese.
 Si causerebbe così una sospensione di quello specifico pagamento che non è facile sbloccare il mese successivo perché il sistema poi non riconoscerebbe automaticamente il doppio impegno di spesa accumulato.
Secondo Walter Conte, rappresentante della Flc Cgil, invece, che ha fatto riferimento alle posizioni pubbliche espresse dalla Cgil sul sito, i ritardi nell'erogazione degli stipendi ai supplenti sarebbero interamente imputabili al Ministero dell'Istruzione che non assegnerebbe regolarmente alle scuole i fondi per pagare gli stipendi ai supplenti.

Secondo Massimo Albisetti della Uil Scuola, invece, le ragioni del ritardo sarebbero dovuti ad entrambi i fattori:  un po alle segreterie che hanno poco personale e molto lavoro e non sempre riescono ad operare in tempo utile e un po la responsabilità sarebbe anche del Miur.

Come potete ben constatare, i tre sindacati, che stanno puntando alla mobilitazione unitaria, hanno sull'argomento posizioni e visioni ben distinte e divergenti... e chissà che non sia questo il motivo per cui non ci hanno fatto riprendere in audiovideo le loro differenti risposte.

Davanti a questa situazione la nostra resistenza etica continua. Seguiremo l'evolversi della situazione relativa all'emissione speciale e ci attiveremo per far emergere "mediaticamente" le responsabilità caso per caso.


(Report a cura di Domenico Ciardulli)


mercoledì 6 novembre 2013

Insegnanti e ATA da tutta Italia che ci scrivono...

Dopo aver pubblicato le testimonianze di Lorenzo, insegnante di Bologna e di altre colleghe e colleghi, continuiamo a ricevere segnalazioni e sfoghi da tutta Italia. 
Riportiamo alcune testimonianze significative di docenti e ATA ricevute ieri:

"eccomi qua! supplente IRC, scuola primaria di Torino.l'anno scorso ho firmato 12 contratti che hanno coperto da settembre al termine delle lezioni, ho ricevuto lo stipendio il 27 di dicembre : settembre, ottobre e novembre. mi ha chiamato una dipendente del tesoro per dirmi che l'accredito di tredicesima di 1 euro non era uno scherzo...questione di aliquota...poi dicembre e gennaio sono arrivati a marzo, marzo e aprile a maggio, febbraio e giugno ad agosto. ora supplisco sempre la stessa persona, ho iniziato il 9 settembre e non ho ancora ricevuto uno stipendio.e quando chiedo informazioni, non fa differenza se a rispondermi è la segretaria o la tesoreria, o entrambi, non capisco mai qual'è il problema reale, mai quale sarà la soluzione.scrivo nella profonda indecisione su cosa sentire e pensare: devo sentirmi meno sola e meno trattata da scema, data la lunga lista di commenti e condivisioni qui, o ci prendono solo tutti per il culo?
ho 31 anni,una laurea in filosofia e ora sono alla specialistica di scienze religiose.
è un brutto mondo quello in cui ti devi sentire privilegiato perchè lavori, anche se non ti pagano, perchè ti dici, quei soldi prima o poi arriveranno, mentre molti miei amici stanno a casa. o lavorano con contratti peggiori.
mi piace il mio lavoro, tanto, ma non si può trattare un lavoratore come un volontario. e lo stress delle bollette, dell'affitto, delle utenze, dell'università, di tutte le scadenze che non accettano che tu non possa non pagare, che tu non abbia i soldi, assorbono la voglia di entrare nelle classi tutti i giorni. con speranza infinita, ma pazienza in esaurimento..." 

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"io sono in attesa degli stipendi di settembre ottobre e novembre 2012!!!! Istituto Comprensivo Ladispoli III di Ladispoli (Roma)"
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".....è indecente e ingiusto che chi profonde il proprio impegno quotidianamente e con puntualità debba aspettare mesi e mesi per avere il proprio compenso! !Oltre il danno di essere precari si paga lo scotto di non essere retribuiti..... io farei vivere la condizione Ai presidi, al DSGA, al personale degli uffici scolastici e al ministro della P.I. la frustrazione di avere 40 anni fare debiti con familiari per pagare casa e bollette benzina e quant altro e magari sentirsi dire con estrema superficialità e strafottenza: "porti pazienza tanto prima o poi arrivano" .....si i soldi arriveranno ma ci dovrò pagare i debiti. ...imbecilli! Le scuole comunali pagano dopo un mese dalla supplenza e se l'incarico e lungo adeguano i pagamenti. ....in tutto ciò ho dovuto rinunciare alla disoccupazione (ASPI)....per cosa?...per il punteggio e per sentire le colleghe di RUOLO che mi dicono: "Non impegnarti più di tanto ....tanto per lo stipendio che ci danno non ne vale la pena".....non ho parole. .....sgomento e disgusto..."
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"Sono anche io in attesa degli stipendi di Maggio e Giugno dalla Direzione Didattica Carducci di Dalmine (BG)"
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Brescia, IC Bovezzo: incarico dal 12 settembre e ad oggi ancora nulla e in Segreteria mi hanno fatto capire che i tempi saranno lunghi... ahimé!



domenica 3 novembre 2013

Lorenzo, insegnante di Bologna, da maggio senza stipendio e senza disoccupazione



Lorenzo,  insegna come supplente presso l'Istituto Comprensivo 11 Beroaldo di Bologna. 
Sta lavorando gratis da mesi perchè l'istituto scolastico non ha ancora erogato gli stipendi di maggio, giugno e, di conseguenza, Lorenzo non ha avuto neanche il rimborso del 730.


Evidenziamo anche la situazione problematica di altri supplenti dei seguenti istituti:
IC  Giovanni XXIII di Buccinasco MI 
Istituto comprensivo 1 di Siniscola (Nu)
I.C. Gramsci di Bacoli (Na)
I.C. Pioltello Milano
Liceo scientifico 'F. Masci' di Chieti
Scuola Media Cavour di Catania
IIS Quasimodo-Serra Cosenza

Ecco alcuni commenti sconfortati nel gruppo :

Lorenzo 19 ottobre: "Questa assurda storia mi rende ancora più nervoso xkè in mezzo a quei 2 stipendi (maggio e giugno) dovevo avere l'accredito del Rimborso del 730 2013 (circa 850€uri), se entro novembre il mio sostituto d'imposta (la Scuola) non mi paga e non mi versa il rimborso del 730 dovrò fare un nuovo 730 e chiedere il Rimborso allo Stato che potrà trattenerlo da 6 mesi a 2 anni. 
Capisci xkè sono 2 volte incaxxto ?"
22 ottobre: "Diverse settimane fa la dott.ssa xxxx del Miur (contattata da Michela ) pare che si sia messa in contatto con l'IC e abbia assegnato loro i fondi, tutto questo è documentato da una comunicazione via mail tra DSGA e dott. xxxxx. Ho più volte girato questa mail a tutto il persoanale del Istituto Comprensivo ma nessuna risposta via mail ..., a parole sempre la solita cioè non ci sono fondi. Ora mi chiedo se la dottoressa del Miur ci ha preso in giro oppure la Dsga è incapace dii capitolare i fondi o di usare i software che le servono per sistemare i conti e il resto di sua competenza??? Enigma !! Anche se continuo a lavorare x lo stesso I.C. in cui chi sa ancora x quanti mesi dovrò lavorare gratis, a novembre passerò agli "ingredienti delle ricette" dei vari colleghi come Valeria di Foggia che hanno risolto. 
Ringraziando i miei fratelli che mi rateizzeranno i vari prestiti con il vero interessi 0 con TAEG e TAN a 0% vi auguro Buona notte !!"
23 ottobre: "rileggendo bene l'Emissione Speciale tra l'altro sarà solo per i nuovi contratti, quindi Michela domani chiedi anche questo. 
Io praticamente passo ogni giorno in segreteria e faccio battute e lancio frecciatine e lance ad alta voce anche quando passa il ....., la .... è un fantasma xkè entra ed esce dalle porte di emergenza, nessuno più vede la sua faccia da parecchi giorni
23 ottobre ""purtroppo sarà così forse, speriamo di no, gli arretrati li vedremo tra dicembre e gennaio 2015"

Michela 17 ottobre : "Mi sto preparando ad inviare una lettera di sollecito alla scuola per il mancato pagamento dello stipendio di marzo e maggio. Intanto vi chiedo se qualcuno l'ha già fatto, di inviarmi il modulo perchè on line ce ne sono tanti e non so quale scaricare; poi vi chiedo se secondo voi conviene portarla di persona o inviarla tramite Pec!Vi ringrazio. Intanto attendo la fine del mese nel caso si dovesse compiere il miracolo. Grazie grazie"

Mary 21 ottobre: "ciao io e le mie colleghe siamo nella vostra stessa situazione e stiamo pensando di chiamare striscia o le iene.... voi cosa ne dite? secondo me se lo si facesse in gruppo riusciremmo a far capire che è una situazione molto diffusa . lo stato non ci paga e siamo in tanti....
24 ottobre: oggi in preda alla disperazione ho contattato la mia collega Valeria Ammenti, coordinatrice della Federazione Gilda U. per la Lombardia che mi ha assicurato che farà presente ufficialmente la situazione alla dirigente domani in sede di contrattazione, la mia scuola è IC GIOVANNI XXIII di Buccinasco MI ma oggi ho saputo che l'altro IC della mia cittadina sta pagando anche le suplenze brevi cosi come quello della limitrofa Assago.... della serie queste cose succedono sempre alla stessa scuola da tre anni....spero di ottenere qualcosa, la coordinatrice mi ha proposto in altenativa di rivolgermi all'avvocato della Gilda"

Lorenzo, 1 novembre,: "Entro Natale diventerò ricco fra stipendi, Mini-Aspi, e Rimborsi dell'Ag. delle Entrate !! Buon Santi e Buon fine settimana a tutti noi Maltrattati dal Sistema" 

Manuela 29 ottobre: "vi spiego la mia situazione: contratto come supplente Ata in segreteria dell'Istituto comprensivo 1 di Siniscola. Ad oggi non ho ricevuto gli stipendi di luglio e agosto e la scuola non ha ancora i soldi per il mandato. So per certo che i contratti sono stati inoltrati perché abbiamo controllato con la segretaria quando ancora lavoravo. Ho fatto tutto quello che potevo:
- mandato pec dalla scuola ad agosto a xxxx e xxx del Miur per avere ragguagli sul mancato accredito alla scuola (nessuna risposta)
- chiamato la ragioneria provinciale che mi ha detto di chiamare alla regionale che mi ha detto di chiamare il miur.
- chiamo il miur (da agosto) e finalmente ad inizio Ottobre mi rispondono dalla segreteria di xxxxx. Il Dott. xxxx, gentilissimo aggiungo, si stupisce della cosa e mi dice che si informa sul mio caso. Mi chiama l'11 ottobre rassicurandomi che chi di dovere gli aveva assicurato che nel giro di qualche giorno sarebbero arrivati i soldi a scuola. 
- Data odierna: al segretario (che nel frattempo ha mandato altre mail all'omonima della ministra, ovviamente nessuna risposta) e a me la signora al centralino (che aggiungo già ad agosto mi aveva risposto non tanto gentilmente perché tentavo disperatamente di mettermi in contatto con qualcuno al miur) dice che ci sono gravi problemi con il Mef e che non ci sono i soldi! ..... Ditemi che fare perché non so più dove sbattere la testa.


Paolo 29 ottobre.....ins. supp. di IRC aspetto ancora il pagamenti di maggio dall'I.C. Gramsci di Bacoli (Na) nel frattempo accorpato all'IC Plinio il vecchio,Bacoli 2...dicono di aver fatto richiesta dei fondi ,ma ancora non sono stati assegnati....mah?...

Antonello 29 ottobre: "Chiamo la scuola (Alba Adriatica per lo stipendio di Giugno )e mi dicono che il tesoro non manda i soldi , poi mi dicono che mandano i dati per lo stipendio e il.tesoro lo.rimanda in dietro. Qui si sta giocando a soldatini ma noi alla fine.siamo solo numeri e nient'altro. Intanto noi lavoriamo a nostre spese, fin quando possiamo, poi?"

Angela : Aspetto gli stipendi di Maggio e Giugno dal Liceo scientifico 'F. Masci' di Chieti..... toc toc!

Silvia : aspetto la retribuzione per la mensilità di Giugno dalla Scuola media Cavour di Catania

Francesca 3 novembre: "Aspetto lo stipendio di Giugno e le ferie da IIS Quasimodo Serra Cosenza"

Maya:  "I.C. Pioltello Milano..... toc toc"


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